Funambolika 2008 si è conclusa a Pescara con grande entusiasmo di pubblico: quasi 4000 paganti nelle tre serate, con un record di 2.200 presenze per la serata di gala.
Di seguito, una galleria d scatti di Silvia Mazzotta.









creatività e immaginazione nelle arti circensi
Nel più puro stile italiota, quando cambiano i politici con essi anche le pedine della cultura. Ogni volta che cambia chi comanda, si azzera per principio tutto quello che aveva fatto chi c’era prima.
In Italia sempre abbastanza poco è stato fatto per l’evoluzione creativa dell’arte circense. Quando ci si è provato, attorno al Duemila, la cosa si era risolta in stupidissime e soffocanti polemiche tra “nuovo circo” e “circo tradizionale”. Come se creatività e innovazione potessero appartenere all’una o all’altra delle categorie di come si vive un’arte. In realtà il problema era la legittimità dell’accesso alle risorse pubbliche. Infatti in Italia la legge sul circo (peraltro l’unica che esiste in Europa), poiché molto vecchia, va più verso il sostegno dell’esistente delle imprese circensi che non verso la legittimità di nuovi soggetti. Anche negli elementi di maggior apertura (formazione, documentazione, promozione, editoria, rassegne) la corporazione dei proprietari dei circhi è riuscita a monopolizzare completamente tali sostegni ministeriali. Risulta così che le risorse per l’evoluzione dell’arte circense oggi vanno a finire agli stessi soggetti, o comunque ai detentori di una stessa visione culturale del circo: che si parli di pubblicazioni, corsi, festival o altro.
L’enorme e crescente vivaio di pur balbettanti nuove scuole, rassegne, compagnie emergenti, editoria, se ha fortuna vive di qualche avanzo oppure non ha alcun riconoscimento.
Qual è la visione culturale dominante? In teoria sarebbe quella di “circo tradizionale”, che è rispettabilissima. In realtà si tratta di un circo soffocato di stereotipi e ormai privo di qualunque capacità creativa. Ermetico al contagio con le altre arti. Indiscutibile nella presenza di animali, per principio, non solo nei casi eccellenti (che, rarissimi, ci sono) ma anche in quelli più improponibili. Decadente nel proporsi. Ripetitivo fino allo sfinimento nella proposta “artistica”. Malinconico nell’estetica. Fallimentare nell’affluenza del pubblico. Incapace nel promuoversi. Incostante nella qualità. Irregolare nelle tournée, oscuro e banale nelle denominazioni delle insegne, equivoco nelle normative del lavoro. Ma molto potente nella politica. E vincitore quasi sempre al Festival di Monte Carlo (ma molto più con gli animali che con gli acrobati). Però torneremo un’altra volta sui dettagli di questo universo.
Il problema è ora il futuro dell’esistente.A Roma, la nuova giunta Alemanno sta rimaneggiando i vertici dell’Auditorium e minaccia di eliminare la notte bianca (cosa neanche troppo sbagliata, in verità) che era un ottimo dispositivo di novità circensi internazionali. Non si sa cosa diverrà il festival Metamorfosi.
Al Ministero dello Spettacolo, è stata nominata la nuova commissione consultiva per i Circhi: con forte impronta di An, i membri eletti sembrano la guardia del corpo di quella lobby “tradizionale” e conservatrice di cui si parlava prima.
Vedremo come va.
L’illustrazione di questo post è un vecchio manifesto spagnolo dell’era franchista, di un circo tradizionale che per alcuni anni si era opportunamente ribattezzato “Aleman”.
Raffaele De Ritis si è laureato in Storia e Critica del Cinema a “
Nel circo si è formato con i fratelli Togni nella creazione del Florilegio, poi al Festival di Verona. Ha lavorato in Russia come consulente per il Circo di Stato di Mosca; a Monaco è stato direttore artistico del Festival della Magia di Monte Carlo (1998-200); in Italia è spesso consulente circense della Rai. Cura la regia per i recital del più famoso clown al mondo, David Larible .Ha collaborato Arturo Brachetti, Aldo Giovanni e Giacomo, Raul Cremona come regista e autore, e con varie compagnie di prosa per l’allestimento di pièces teatrali, da Shakespeare ai contemporanei. Ha creato regie su richiesta del Festival di Spoleto,
In America, è il solo europeo ad aver creato spettacoli per i tre maggiori circhi: il Barnum, con cui ha messo in scena spettacoli a Broadway e a Hollywood, il Cirque du Soleil; e il Big Apple Circus al Lincoln Center di New York. In America, i suoi spettacoli sono stati visti da circa un milione e mezzo di persone. Nel 2003 il New York Times dedica a De Ritis un profilo definendolo “uno dei capofila della nuova regia circense”.
Dal 1996 al 2002 è stato membro della Commissione Circhi presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Raffaele De Ritis è oggi il più prolifico autore italiano sul tema circense: negli ultimi decenni ha scritto migliaia
Anima il proprio centro privato di studi circensi, tra i più organici al mondo in materia, con documenti e volumi dal XVI secolo a oggi, spesso a disposizione per tesi e ricerche.
Come polemista, si batte da sempre con divertimento contro la ruggine dell’establishment circense italiano (a cui non chiede e non deve nulla); hobby adeguatamente perseguibile su questo blog.