
In questi giorni il mondo dello spettacolo si é mobilitato contro il Governo a causa dei drammatici tagli che rischiano di paralizzare il settore.
Si sono mobilitati i protagonisti del cinema, del teatro, della danza, della musica. Per giorni si stanno riunendo dentro teatri e cinematografi migliaia di tecnici, attori, danzatori, autori, coristi. Si riempiono le pagine dei quotidiani, ore di speciali radiofonici e televisivi, e in tanti fanno a gara nel proporre forme di protesta, di denuncia o di soluzione.
Una sola voce manca: quella del circo.
Da una parte c'è una ragione, in qualche modo nobile: la gente del viaggio non si è mai potuta permettere gli scioperi, la loro vita ed il loro lavoro sono un'unico, eroico universo. Il circo di tradizione é l'unica forma d'arte a sopravvivere senza il bisogno di circuiti culturali, in questo la sola rimasta veramente popolare, lo spettacolo che rischia più di ogni altro: e la ricerca quotidiana del pubblico é già troppo onerosa ed urgente per pensare ad altro.
Ma il circo italiano beneficia come gli altri settori di fondi, i quali in teoria servirebbero anche per rinnovarne il linguaggio e stimolare la creatività, e dunque farlo sopravvivere al tempo.
Oggi esso tace.
Il rugginoso establishment del circo italiano, che a fatica si rimette in moto pubblicamente solo quando qualcuno denuncia i maltrattamenti a qualche animale, anche questa volta si riposa.
Forse non vuole disturbare troppo chi governa, come l'anziano boss dei circensi ha dichiarato in occasioni passate.
Forse tace perchè non sa muovere personaggi credibili e identitari del settore.
O perchè non si è mai curato di affinare gli strumenti per partecipare ai grandi dibattiti culturali.
Oppure perchè sa di essere un settore più in crisi degli altri, sempre arroccatosi alle risorse pubbliche con le più sofisticate forme di protezionismo escludendo ogni forza che avesse potuto rinnovarlo.
Gli altri mondi dello spettacolo temono di perdere le risorse che permettono di creare arte: ma i circensi sanno di aver raramente usato quelle risorse a tale fine, tranne rarissimi casi.
E anche per questo, a differenza degli altri, la grande tradizione del circo è talmente in crisi che forse sa già di essere morta.
Perciò, forse, il suo silenzio è assordante.


