lunedì 20 luglio 2009

Un silenzio assordante


In questi giorni il mondo dello spettacolo si é mobilitato contro il Governo a causa dei drammatici tagli che rischiano di paralizzare il settore.
Si sono mobilitati i protagonisti del cinema, del teatro, della danza, della musica. Per giorni si stanno riunendo dentro teatri e cinematografi migliaia di tecnici, attori, danzatori, autori, coristi. Si riempiono le pagine dei quotidiani, ore di speciali radiofonici e televisivi, e in tanti fanno a gara nel proporre forme di protesta, di denuncia o di soluzione.
Una sola voce manca: quella del circo.
Da una parte c'è una ragione, in qualche modo nobile: la gente del viaggio non si è mai potuta permettere gli scioperi, la loro vita ed il loro lavoro sono un'unico, eroico universo. Il circo di tradizione é l'unica forma d'arte a sopravvivere senza il bisogno di circuiti culturali, in questo la sola rimasta veramente popolare, lo spettacolo che rischia più di ogni altro: e la ricerca quotidiana del pubblico é già troppo onerosa ed urgente per pensare ad altro.
Ma il circo italiano beneficia come gli altri settori di fondi, i quali in teoria servirebbero anche per rinnovarne il linguaggio e stimolare la creatività, e dunque farlo sopravvivere al tempo.
Oggi esso tace.
Il rugginoso establishment del circo italiano, che a fatica si rimette in moto pubblicamente solo quando qualcuno denuncia i maltrattamenti a qualche animale, anche questa volta si riposa.
Forse non vuole disturbare troppo chi governa, come l'anziano boss dei circensi ha dichiarato in occasioni passate.
Forse tace perchè non sa muovere personaggi credibili e identitari del settore.
O perchè non si è mai curato di affinare gli strumenti per partecipare ai grandi dibattiti culturali.
Oppure perchè sa di essere un settore più in crisi degli altri, sempre arroccatosi alle risorse pubbliche con le più sofisticate forme di protezionismo escludendo ogni forza che avesse potuto rinnovarlo.
Gli altri mondi dello spettacolo temono di perdere le risorse che permettono di creare arte: ma i circensi sanno di aver raramente usato quelle risorse a tale fine, tranne rarissimi casi.
E anche per questo, a differenza degli altri, la grande tradizione del circo è talmente in crisi che forse sa già di essere morta.
Perciò, forse, il suo silenzio è assordante.

lunedì 13 luglio 2009

Per chi é nato artista


Questa sera nella villa Grock di Oneglia (Imperia), il "clown dei clowns" David Larible celebrerà con un proprio recital i 50 anni della scomparsa dello stesso Grock, il più grande clown della storia.
David ha voluto ricordarlo individuando una splendida citazione del leggendario clown, che ci permettiamo di riportare:

"Per chi è nato artista niente è impossibile.
La concezione della vita che ci siamo formati noi artisti è semplicissima: in tutto, sopra tutto, domina la volontà.
Ho visto sessantenni lanciarsi nel salto della morte con la stessa energia di un ventenne.
La volontà fa la nostra felicità e il nostro tormento.
Un attore si può ammalare e disdire all'ultimo momento: di norma c'è un sostituto a sua disposizione.
Ma un artista non si può ammalare nessuno lo può sostituire, perchè quello che lui dà, nessun altro lo può dare.
E' questo il suo segreto e lo tradisce una volta sola. L'artista tradisce questo segreto esclusivamente per un motivo: la morte.

Grock



sabato 4 luglio 2009

Passaggio di testimone




Il Cirque du Soleil a Mosca: ovvero, da un impero circense all'altro

Il Cirque du Soleil, oltre alle sempre nuove produzioni, da qualche anno si distingue anche per la realizzazione di eventi speciali per cerimonie, inaugurazioni, etc. Tra queste sono particolarmente interessanti le apparizioni speciali televisive: vere e proprie mini-produzioni di pochi minuti, che modernizzano l'antichissimo concetto circense di parata e "charivari".
L'ultima di queste realizzazioni è stata, il mese scorso, l'apertura della serata del concorso canoro Eurovisione, tenutosi quest'anno a Mosca. Con il doppio obiettivo di celebrare l'imminente primo arrivo di uno spettacolo del Soleil nella capitale russa. Ecco nel video seguente cosa la multinazionale canadese ha preparato per la città che per oltre un secolo ha rappresentato il tempio dell'arte circense. Il Cirque du Soleil deve moltissimo alla filosofia circense ex-sovietica: alle sue tecniche, ai suoi coreografi, registi ed acrobati che per un trentennio hanno contribuito a costruirne l'estetica. E il circo sovietico, con le sue compagnie continuamente sparse per il mondo, é stato il modello circense più visto sul pianeta, proprio come oggi sta accadendo con il Cirque du Soleil.
Il video di questa esibizione, dinanzi al pubblico dei nuovi giovani russi, ci sembra perciò quasi un passaggio di testimone: dall'impero circense del secolo scorso a quello di oggi...

Il Cirque du Soleil presenterà "Varekai" allo stadio Luzhniki di Mosca a partire dal 23 Ottobre 2009.