domenica 18 novembre 2007

La caduta del tendone americano


Esce in questi giorni nelle librerie americane “The Fall of the Big Top. The vanishing of the amerirican circus” (La caduta del tendone. La sparizione del circo americano). L’ha scritto un amico, David Hammastrom, critico teatrale e appassionato studioso del circo, e parla della sparizione del circo itinerante dal paesaggio statunitense come istituzione del divertimento e della cultura. Ragioni di questa decadenza? Più o meno le stesse di tutto il mondo: urbanizzazione, aumento dei costi, crisi creativa e immobilismo, problema degli animali, emergere di nuovi divertimenti. La vera scomparsa è quella del formato identitario americano: lo spettacolo a tre piste. Come accade per altre forme di spettacolo, a nostro avviso uno dei fattori di crisi è la legge “del mercato”. Emblematico è il caso del più grande circo del mondo, il Ringling-Barnum, che per ragioni economiche ha vissuto in questi ultimi anni una schizofrenia identitaria: dal complesso psicologico post-Soleil a quello dell’”interattività”, dall’assimilazione degli “sport estremi” all’ultima provocazione: “il circo senza pista” per la 136esima edizione 2006-7.
In realtà si è trattato uno spettacolo con meno animali, meno artisti, meno coreografie spettacolari. Come ha scritto Dominique Jando, l’esperimento, “una serie di innovazioni gratuite e prive di fondamento artistico”, è stato “un “disastro di prima grandezza”, più simile a una Disneyland povera o a un videogame insipido che al "più grande spettacolo del mondo".
Lontani sono i tempi al circo Ringling delle tre piste piene di coreografie, costumi realizzati dai talenti di Broadway e Hollywood, e sotto i riflettori solisti del circo mondiale di prima grandezza, dagli anni ’20 ai primi ‘90. Il legame con la vita teatrale è sempre stato la chiave per i più grandi momenti della storia del circo. Dopo questo tentativo, il circo Ringling è tornato alle tre piste. Il biennio “senza pista” si è fortunatamente concluso nello scorso mese di Novembre.












Come traccia di questa parentesi, lasciamo qui il breve trailer televisivo che due anni fa lanciava questo tentativo di non-circo:

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